La Caritas diocesana di Iglesias ha ricevuto un contributo dalla Regione Autonoma della Sardegna per il contrasto delle povertà (2025)

In virtù della Legge regionale 9 maggio 2025, n. 12 – Annualità 2025, la Caritas diocesana di Iglesias ha ricevuto un contributo di euro 50.000,00 per favorire le attività di contrasto della povertà nel territorio del Sulcis Iglesiente, sostenendo azioni di aiuto alle famiglie bisognose. Tale contributo è stato regolarmente speso e rendicontato, come richiesto dalla normativa vigente.

Caritas Iglesias

Nuovo corso base di formazione per volontari e operatori pastorali delle Caritas parrocchiali (sessione invernale 2026)

La Caritas diocesana di Iglesias propone un nuovo percorso di formazione base per volontari, destinato a coloro che intendono impegnarsi nella testimonianza della carità, svolgendo un servizio qualificato.

La formazione è certamente essenziale per coloro che intendono dedicarsi al prossimo, impegnandosi nei diversi servizi caritativi. Ancor più imprescindibile è l’essere consapevoli che la fonte da cui scaturisce la vocazione alla prossimità è l’Amore di Dio, che come figli abbiamo ricevuto e da fratelli possiamo donare a chi vive nella fragilità e povertà. Per promuovere e accrescere questa consapevolezza, la Caritas diocesana propone anche per il 2026 alcune sessioni formative per nuovi volontari e operatori pastorali delle Caritas parrocchiali che, anche attraverso un servizio volontario, vogliano offrire testimonianza comunitaria della carità, realizzando così la prevalente funzione pedagogica della Caritas.

La sede e la data di inizio del Corso verranno stabilite prossimamente, anche sulla base della provenienza dei partecipanti. Il percorso formativo, costituito da 6 incontri (moduli) e una visita ai servizi diocesani, verrà strutturato nel seguente modo:

MODULO TEMATICHE 
1 Conoscenza dei partecipanti.  Una conoscenza personale su “che cos’è la testimonianza della Carità e che cosa non è; quali sono i motivi che ci spingono a fare volontariato”. “Ogni uomo è una storia sacra”. Lavoro di gruppo a partire da un contributo video.

 

2 Elementi teologico-pastorali, aspetti costitutivi e identitari sulla Caritas, partendo dalla Sacra Scrittura e dai documenti Evangelizzazione e Testimonianza della Carità; La Carta pastorale; La Caritas parrocchiale.

 

3 Cinquant’anni di Caritas, a partire dall’art. 1 dello Statuto (la “prevalente funzione pedagogica”). Testimonianze video di vari direttori e altri protagonisti in 50 anni di servizio. L’ascolto come dimensione propedeutica a qualunque servizio caritativo.

 

4 L’osservazione del disagio attraverso l’ascolto delle storie di vita. Come ascoltare le richieste, leggere i bisogni e orientarsi negli interventi. L’importanza di lavorare in rete.  Come lasciare “traccia” dell’ascolto delle storie di vita. Il Centro di ascolto: funzione e compiti (come testimoniare la carità nella comunità). Spunti per la progettazione socio-pastorale.

 

5 L’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse: funzione e compiti. Accenni su Ospoweb e Ospo risorse (quale aiuto per la comunità; quale animazione possibile). Dal locale al globale, dalla carità alla giustizia: l’educazione alla giustizia, alla pace e alla mondialità (il GDEM, funzioni e compiti). Gestione e rendicontazione amministrativa delle risorse.

 

6 Ascoltare, osservare e discernere per animare la comunità. Privacy, tutela dei minori e degli adulti vulnerabili (secondo le indicazioni di Caritas Internationalis e Caritas Italiana). Verifica sul corso e indicazioni su possibili ambiti di impegno per il futuro.

 

7 Visita ad alcune “opere segno“ della Caritas diocesana, accompagnati dagli operatori esperti.

 

Si chiede agli interessati di inviare le adesioni alla direzione della Caritas diocesana entro il 25 gennaio 2026 al seguente indirizzo di posta elettronica: direttrice@caritasiglesias.it comunicando il nome, il cognome e il numero di telefono.

La Caritas diocesana

XXXIX Marcia regionale della Pace (Macomer, 18 gennaio 2026)

Si terrà a Macomer, il 18 gennaio 2026, la XXXIX MARCIA DELLA PACE organizzata dalla Delegazione regionale Caritas Sardegna, in collaborazione con il CSV Sardegna Solidale. Alla macchina organizzativa quest’anno si aggiungono la Diocesi di Alghero-Bosa e il Comune di Macomer. La XXXIX Marcia della Pace avrà come tema La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante, richiamato nel Messaggio di Papa Leone XIV per la LIX Giornata mondiale della Pace.

Tutti sono invitati a mobilitarsi per parlare di pace. Sono attesi i rappresentanti delle autorità regionali e locali, delle associazioni, delle Caritas diocesane e della Caritas Sardegna, del mondo della scuola e del volontariato, sacerdoti, laici e laiche, religiosi e religiose, famiglie e la comunità tutta.

Sarà una Marcia di ampio respiro per riflettere su come affrontare la spirale di odio che continua e generare conflitti nel mondo ma anche a influire negativamente sulle relazioni tra le persone. «Abbiamo compreso da tanto tempo che solo disarmando la guerra dentro noi stessi, nelle nostre comunità, nelle nostre famiglie, possiamo aspirare a una pace autentica», afferma il comitato promotore nell’appello. «Una pace che sia giustizia anche per la nostra Sardegna, che vive appieno le contraddizioni del mondo occidentale, terra di sperimentazioni belliche, di costruzione di armi, di tentativo continuo di speculazione energetica. Terra dove molte persone non hanno accesso a diritti fondamentali come la salute e l’assistenza sanitaria, il lavoro e una vita dignitosa. È sempre più evidente che i problemi del nostro microcosmo sono legati a quelli del macrocosmo, ed è per questo
che è importante per tutti noi riscoprire motivazioni autentiche di impegno civile che non sia estemporaneo, ma radicale e continuato».

Da qui l’invito a interrogarci, come ci chiede Papa Leone, su: come abitare un tempo di destabilizzazione e di conflitti liberandosi dal male? Occorre motivare e sostenere ogni iniziativa spirituale, culturale e politica che tenga viva la speranza, contrastando il diffondersi di «atteggiamenti fatalistici, come se le dinamiche in atto fossero prodotte da anonime forze impersonali e da strutture indipendenti dalla volontà umana».

Con il desiderio profondo di non rassegnarci alla logica della violenza, della guerra, pregheremo insieme, cammineremo insieme e condivideremo assieme la speranza dicendo no all’odio, scegliendo una cultura di giustizia e legalità e soprattutto scegliendo di percorrere la via della pace, tutti insieme.

La Marcia sarà presieduta dal vescovo di Alghero – Bosa S.E. Mons. Mauro Maria Morfino e alla stessa parteciperanno S.E. Mons. Antonello Mura, Presidente della Conferenza Episcopale Sarda e altri vescovi della Sardegna. Il percorso si concluderà nella chiesa della B.V. Maria Regina delle Missioni, nella quale si terrà una veglia di preghiera che sarà presieduta dal Cardinale Dominique Joseph Matthieu, Arcivescovo di Teheran-Ispahan dei Latini in Iran.

Alle ore 15 il raduno presso la Chiesa B.V. Maria Regina delle Missioni e alle ore 15,30 partenza con il seguente itinerario: via Toscana, Piazza S. Antonio, via Gramsci, via Castelsardo, via Emilio Lussu, viale Pietro Nenni, viale Sant’Antonio, via Umbria, Piazza Italia, via Emilia. L’arrivo è previsto nella Chiesa B.V. Maria Regina delle Missioni.

 

A seguire il materiale promozionale della Marcia:

XXXIX Marcia Pace_ Appello XXXIX Marcia Pace_Locandina XXXIX Marcia Pace_Comunicato
XXXIX Marcia Pace_Comunicato
XXXIX Marcia Pace_ Appello

Buon 2026!

Che il nuovo anno ci trovi più coraggiosi nel difendere la giustizia, più tenaci nel costruire la pace e più uniti nel riconoscere la dignitià di ogni persona.

Che ciascuno di noi possa essere parte attiva di un futuro più giusto e più pacifico.

Buon anno 2026 dalla Caritas diocesana di Iglesias

Auguri di buon Natale del Signore Gesù

Ispirandosi alle parole del profeta Isaia, la Caritas diocesana di Iglesias augura buon Natale del Signore Gesù.

Perché un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il potere
e il suo nome sarà:
Consigliere mirabile, Dio potente,
Padre per sempre, Principe della pace.
(Is 9,5)

SEME di fratellanza, unità e corresponsabilità Il messaggio del Vescovo Mario alla diocesi di Iglesias per il Santo Natale 2025

Foto di Jeswin Thomas su pexels.com

Per Natale tutti scrivono messaggi. Si rischia l’inflazione e anche la banalità. Volendo indirizzare gli auguri alla nostra Chiesa, mi sono chiesto: “Ma cosa ho in particolare da dire, così che si legga il mio messaggio e non quelli di altri, che sono certamente più bravi e importanti di me?” Ha senso che io scriva qualcosa solo se in riferimento alla nostra Chiesa di Iglesias. Ho pensato perciò a quel che abbiamo vissuto di particolare in questo Avvento nella nostra comunità locale. Del resto, se nel Natale Dio viene a condividere la nostra umanità, il miglior modo di accoglierLo è guardare alla nostra vita concreta! Ho pensato perciò a due “visite” – tra le tante – che il Signore ci ha fatto, molto diverse tra loro: l’inizio degli incontri della Scuola per l’Evangelizzazione e i Ministeri Ecclesiali (SEME), e la vertenza sul polo industriale di Portovesme.
Mi soffermo anzitutto sulla prima “visita”: il nome SEME ci parla già del Natale. Dio sceglie di farsi “seme piccolo” affidato alla nostra terra. Nasce nella povertà, nascosto agli occhi del mondo, eppure portatore di una forza che trasforma la storia. Il Natale ci ricorda che non siamo chiamati a compiere grandi imprese, ma a custodire ciò che Dio semina. Maria lo accoglie nel silenzio; Giuseppe custodisce nella fedeltà; i pastori lo annunciano con stupore. Anche noi, come comunità di Iglesias, vogliamo accogliere questo dono, lasciando che la luce di Cristo illumini i nostri percorsi di evangelizzazione, rianimi le nostre parrocchie e trasformi i nostri ministeri in segni credibili della sua presenza. Il Natale e la nostra Scuola sono semi piantati nella nostra storia: ora spetta a noi farli germogliare e crescere.
La seconda “visita” è stata la vertenza sul polo industriale di Portovesme, questa volta in modo particolare sulla situazione della Eurallumina. In occasione del Natale, ho pensato di chiedere un messaggio a Davide, Emiliano, Enrico e Simone, cioè i quattro operai che hanno iniziato questo avvento sul silo (uno di essi – spero non mi denunci per violazione della privacy – è guarito dal raffreddore solo l’altro ieri), e a Nicola che faceva loro da supporto. Ci hanno scritto così:
“Nel tempo di Avvento, che ci accompagna dall’attesa alla speranza, come lavoratori Eurallumina abbiamo vissuto giorni difficili di lotta e responsabilità, dal 17 al 29 novembre, per difendere il lavoro e il futuro del Sulcis. Dalla cima del silo n.3, a quaranta metri di altezza, abbiamo sentito accanto a noi un territorio intero, dalle istituzioni regionali a quelle provinciali e comunali, nonché la sentita vicinanza della stessa Diocesi e autorità religiose, uniti assieme al fianco dei lavoratori. Questo sostegno, pur tra tante sofferenze, ci incoraggia a credere che con l’impegno e la solidarietà di tutti possano arrivare risultati concreti per restituire dignità alle famiglie del Sulcis. Un pensiero speciale e una sincera vicinanza vanno a chi lotta ogni giorno con problemi di salute, di lavoro e con le difficoltà dell’indigenza economica”.
Nelle loro parole traspare coraggio, speranza, lotta, gratitudine, impegno… Soprattutto mi colpisce l’invito alla solidarietà. In fondo è il messaggio del Natale: Dio manda il suo Figlio perché noi diventiamo tutti fratelli e sorelle. E viviamo così.
Questo allora è l’augurio che voglio rivolgere alla mia Chiesa: che questo Natale per noi sia SEME di fratellanza, di unità e di corresponsabilità. Se saremo in grado di farlo crescere, vivremo il Vangelo di Gesù e… risolveremo tanti problemi della nostra terra e della nostra Chiesa. Soprattutto saremo felici! Auguri di cuore.

don Mario, con Davide, Emiliano, Enrico, Simone e Nicola

Avvento 2025 – Prima domenica

Domenica 30 novembre 2025, inizio del tempo d’Avvento. Il brano del Vangelo propostoci per la prima domenica di Avvento (Mt 24, 37-44) richiama l’immagine dei giorni di Noè: la vita scorreva normalmente, ma l’imprevisto colse tutti di sorpresa. Gesù invita a vegliare, perché il Figlio dell’uomo verrà quando meno ce lo aspettiamo: il tempo è incerto, non possiamo prevedere il momento, ma possiamo vivere ogni giorno come dono; la vigilanza è attiva, non è paura, ma attenzione, cura, responsabilità verso ciò che conta davvero; la venuta del Signore non è minaccia, ma promessa: chi vive pronto nell’amore non teme l’imprevisto. In sintesi, il Vangelo ci chiede di abitare il presente con cuore desto, trasformando l’attesa in occasione di fede e di speranza.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 24, 37-44

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Parola del Signore

Emanuela Frau, nuova direttrice della Caritas diocesana di Iglesias

La Cancelleria vescovile della diocesi di Iglesias rende noto che Mons. Vescovo in data 16 novembre 2025, IX Giornata Mondiale dei poveri, ha nominato per un quinquennio Direttrice della Caritas diocesana di Iglesias la Dott.ssa Emanuela Frau

A conclusione del suo secondo mandato quinquennale, dopo 12 anni e 4 mesi di servizio volontario, Raffaele Callia passa il testimone della direzione della Caritas diocesana di Iglesias ad Emanuela Frau, da oltre tre lustri segretaria della stessa Caritas diocesana. Laureata in Pedagogia, 47 anni di età, consulente della coppia e della famiglia, la nuova direttrice ha una pluriennale esperienza in Caritas, cominciata anzitutto col Servizio civile volontario (nel 2006-2007), poi proseguita nell’ambito dell’educazione alla pace e alla mondialità come referente diocesana del settore (e per alcuni anni anche come segretaria del GREM), oltre che nell’équipe formatori della Caritas diocesana.
Il direttore uscente, con le parole pronunciate ieri mattina nella chiesa di San Francesco di Iglesias, in occasione del Giubileo dei volontari della carità, rivolge alla nuova direttrice un augurio sincero di buon lavoro, affinché «possa vivere questo servizio con cuore aperto, con occhi capaci di vedere oltre le apparenze, con mani pronte a sollevare e abbracciare, [assicurando la sua] disponibilità e collaborazione, perché il cammino della Caritas è sempre comunitario, mai solitario». Tutta l’équipe diocesana, i volontari e gli operatori della Caritas diocesana augurano alla nuova direttrice di poter proseguire nel migliore dei modi il cammino tracciato in questi oltre 50 anni di storia della Caritas nella diocesi di Iglesias, non facendo mancare il proprio supporto; al direttore uscente esprimono i sentimenti di gratitudine per un servizio svolto in tanti anni con grande generosità e competenza, consapevoli che il suo apporto continuerà in forme nuove.

16 novembre 2025
IX Giornata mondiale dei poveri

Haiti, terra ferita e dimenticata

Situata nel suggestivo scenario del Mar dei Caraibi, Haiti vive da anni una crisi profonda che l’ha trasformata in un inferno sociale, politico ed economico. Oggi il Paese affronta una delle fasi più drammatiche della sua storia: le istituzioni sono al collasso, la violenza dilaga e la popolazione è travolta da una catastrofe umanitaria senza precedenti. Maria Isabel Salvador, rappresentante speciale dell’ONU, ha dichiarato che Haiti è «vicina a un punto di non ritorno e a un caos totale».

Le radici della crisi sono profonde, ma l’instabilità ha subito un’accelerazione dopo l’assassinio del presidente Jovenel Moïse nel luglio 2021. Da allora, il Paese è rimasto senza una guida politica stabile. Il Consiglio presidenziale di transizione, incaricato di gestire l’emergenza, ha fallito nel ristabilire l’ordine, organizzare elezioni e contrastare l’ascesa delle bande armate, che oggi rappresentano il vero potere in molte aree del territorio: conquistano, saccheggiano, usando violenza sulle persone, senza risparmiare i bambini e senza fare sconti alle organizzazioni umanitarie e caritatevoli, comprese quelle gestita dalla Chiesa cattolica e, in particolare, dagli ordini religiosi. Tutto ciò, attraverso la rete Caritas, ci viene confermato dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, conosciute anche come Salesiane di Don Bosco, le quali hanno un legame particolare con la Sardegna. I sardi, infatti, dopo il terribile terremoto del 2010, risposero generosamente a quella tragedia dando vita ad una importante raccolta di fondi che permise la ricostruzione di una scuola e l’avvio di alcune importanti iniziative di carattere promozionale ed educativo. Più recentemente, la Delegazione regionale Caritas della Sardegna ha accolto la richiesta delle Suore salesiane al fine di sostenere un progetto, denominato “Per crescere bene. L’educazione è essenziale”, volto a favorire il rinforzo della sicurezza alimentare ed educativa di 50 bambini haitiani.

Di fronte a questa prolungata e profonda stagione di crisi la risposta della comunità internazionale è stata timida. D’altra parte, la popolazione haitiana guarda con una certa diffidenza a qualsiasi intervento esterno, memore dei fallimenti delle precedenti missioni ONU. Nel 2023, il Consiglio di Sicurezza ha autorizzato una missione multinazionale di supporto alla sicurezza, guidata dal Kenya, ma l’operazione ha subito ritardi e ostacoli, e non ha ancora ottenuto la fiducia della popolazione. A complicare ulteriormente la situazione, si aggiungono i tagli ai finanziamenti da parte dell’attuale amministrazione statunitense in favore dell’Agenzia USA per Sviluppo Internazionale (United States Agency for International Development – USAID).

Oggi, circa il 90% della capitale Port-au-Prince è sotto il controllo di oltre 150 gang criminali. Queste bande sono responsabili di estorsioni, rapimenti, stupri e omicidi. La violenza ha costretto oltre un milione di persone ad abbandonare le proprie case, generando una crisi di sfollati interni senza precedenti (quasi un milione e mezzo di persone) .

In un solo anno, il conflitto haitiano ha causato oltre 5.500 vittime civili, un numero paragonabile a quello registrato in Ucraina. La vita quotidiana è paralizzata: i commerci sono fermi, gli ospedali non funzionano, le scuole restano chiuse. La popolazione vive nel terrore, con accesso limitato a cibo, acqua e cure mediche.

Un episodio particolarmente tragico si è verificato tra l’11 e il 12 settembre scorso nel villaggio di Labodri, a nord-ovest della capitale, Port-au-Prince. Amnesty International ha denunciato un massacro compiuto da bande armate: oltre 40 persone uccise, case incendiate, corpi abbandonati per strada. Un simbolo crudele della crisi che devasta il Paese.

Secondo Stéphane Dujarric, portavoce del Segretario Generale dell’ONU, l’attacco di Labodri evidenzia l’assenza quasi totale di un’autorità statale. Si stima che tra i 6 e i 7 milioni di haitiani — circa il 60% della popolazione — abbiano urgente bisogno di aiuti umanitari. Malnutrizione, colera e altre malattie sono in forte aumento.

Haiti è sospesa tra la sopravvivenza e il collasso. Senza un intervento rapido e coordinato, milioni di persone continueranno a vivere in condizioni disumane, esposte a violenza, fame e malattie. È urgente un impegno collettivo per ristabilire quanto prima la sicurezza, tutelare i diritti umani e ricostruire le istituzioni democratiche.

Raffaele Callia
(tratto da www.caritassardegna.it)

13 settembre 2025. A Villamassargia la seconda edizione dell’iniziativa “Musica e solidarietà”

Sabato 13 settembre 2025 si è tenuta la seconda edizione dell’iniziativa denominata “Musica e solidarietà”, promossa dalla Parrocchia Vergine della Neve di Villamassargia in collaborazione con la Caritas diocesana di Iglesias e il Gruppo scout Agesci Villamassargia 1.

La serata musicale ha avuto per tema “Quel poco che abbiamo, quel poco che siamo, se condiviso, diventa ricchezza”, una frase di Papa Francesco tratta dall’omelia in occasione della solennità di Corpus Domini del 30 maggio 2013. L’evento ha visto il susseguirsi di tanti artisti, la maggior parte dei quali giovanissimi, che si sono alternati sul palco offrendo un’ampia fetta di generi
musicali, dal rock, al punk, dal pop, alla musica leggera, reinterpretando grandi successi italiani ed esteri.

Un centinaio di persone ha preso parte all’iniziativa di sensibilizzazione sulle tematiche della solidarietà. Oltre alla musica, infatti, non è mancato lo spazio per raccontare sinteticamente i progetti della Caritas diocesana e illustrare in particolare l’operato dell’Emporio sito in Iglesias, Exmà, in Via Crocifisso n. 97, attivo dal 2016. La referente del progetto, Rita Caria, insieme ai volontari presenti hanno raccontato il loro servizio, incoraggiando i presenti a rendersi corresponsabili di un impegno e di un’attenzione nei confronti del prossimo che non siano episodici, ma, come anche ha tenuto a sottolineare il parroco don Maurizio Mirai, che contribuiscano a generare e a far crescere una cultura della carità come germe di pace e di
giustizia sociale.

«Pensando a questa serata riflettevo che si può fare del bene nel poco, nelle cose semplici» ha esordito il vescovo di Iglesias, mons. Mario Farci, nel suo intervento a inizio serata: «questa sera lo facciamo anzitutto incontrandoci e attraverso la musica. I gruppi presenti faranno senz’altro musiche differenti, saranno però delle voci che si accordano nella diversità, un’armonia di voci. Questo è quello che noi dobbiamo diventare nelle nostre comunità cristiane, con la nostra originalità e unicità, dobbiamo diventarlo nella società e nel mondo. Questa serata è per noi un insegnamento, ognuno di noi ha le proprie caratteristiche, la propria storia. Ci uniamo insieme per creare questa armonia nella nostra vita, nella nostra Chiesa, nella nostra società perché ci siano sempre meno stonature, sempre meno solisti e possiamo unire le nostre voci per avere il bene l’uno dell’altro».

All’evento hanno preso parte anche il sindaco di Domusnovas, Isangela Mascia, il nunzio apostolico in Sierra Leone, Gambia e Liberia, l’arcivescovo mons. Walter Erbì, e il direttore della Caritas diocesana, Raffaele Callia.

Ilaria Perduca