Servizio viveri diocesano

Tra i bisogni primari di cui la comunità cristiana è chiamata a farsi carico vi sono senza dubbio quelli di natura alimentare. Ad essi si fa fronte con le iniziative sporadiche o strutturate che, anzitutto in ambito parrocchiale, vedono le Caritas parrocchiali impegnate quotidianamente, anche in collaborazione con altre realtà caritative di ispirazione cristiana.

Oltre al progetto innovativo denominato  Emporio della Solidarietà si segnalano, a livello diocesano, le seguenti strutture le quali offrono un servizio di tipo alimentare, sostenute anche grazie al Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD), il quale favorisce gli interventi promossi dai Paesi UE finalizzati alla fornitura di assistenza materiale: generi alimentari, abiti e altri beni per l’igiene e la cura personale. Alla fine del 2014 (e fino al 2020), con l’approvazione del relativo Programma operativo da parte della Commissione Europea, il FEAD ha di fatto sostituito anche in Italia il PEAD (Programma per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti) terminato il 31 dicembre 2013.

Strutture caritative (OPT) beneficiarie dei viveri AGEA/FEAD

  • Emporio della Solidarietà (con un servizio rivolto ai beneficiari delle Parrocchie di Iglesias)
  • Casa di prima accoglienza “Santo Stefano” (con un servizio rivolto agli ospiti della Casa e del Dormitorio)
  • Caritas parrocchiale della Parrocchia Beata Vergine Assunta (Domusnovas)
  • Caritas parrocchiale della Parrocchia Sant’Ignazio da Laconi (Domusnovas)
  • Centro unico di raccolta e distribuzione viveri di Carbonia (con un servizio rivolto ai beneficiari delle Parrocchie di Carbonia)
  • Caritas parrocchiale della Parrocchia Santa Barbara (Bacu Abis)
  • Centro unico di raccolta e distribuzione viveri di Sant’Antioco (con un servizio rivolto ai beneficiari delle Parrocchie di Sant’Antioco)
  • Caritas parrocchiale della Parrocchia Beata Vergine d’Itria (Portoscuso)
  • Caritas inter-parrocchiale delle Parrocchie San Carlo e San Pietro (Carloforte)
  • Centro unico di raccolta e distribuzione viveri di Narcao (con un servizio rivolto ai beneficiari delle Parrocchie di Narcao, Perdaxius, Villaperuccio, Terraseo e Riomurtas)
  • Caritas parrocchiale della Parrocchia San Nicolò di Bari (Santadi)
  • Caritas parrocchiale della Parrocchia San Giovanni Battista (Masainas)
  • Caritas parrocchiale della Parrocchia Beata Vergine di Monserrato (Tratalias)

Le tipologie e le caratteristiche delle famiglie che manifestano delle necessità alimentari e più in generale dei bisogni di beni di prima necessità sono assai eterogenee. Le procedure adottate attualmente dall’Italia nell’ambito del sistema FEAD permettono di individuare dei criteri discriminanti abbastanza stringenti.

Nel sistema Caritas il primo passo è sicuramente l’ascolto della persona e la successiva presa in carico (in collaborazione con i soggetti ecclesiali, istituzionali e del privato sociale presenti nel territorio). Dall’ascolto e della presa in carico scaturiscono altre funzioni essenziali nella relazione di aiuto (l’orientamento, l’accompagnamento, la consulenza legale, ecc.), che permettono di andare oltre la richiesta della persona e di “scavare in profondità” in ordine ai bisogni, proprio perché non sempre richieste e bisogni coincidono.
Una volta accertata la vulnerabilità della persona sotto il profilo della sicurezza alimentare, qualora si voglia attingere al programma di aiuti FEAD, è compito delle OPT (Organizzazioni Partner Territoriali, così definite dal sistema), nel caso specifico le Caritas aderenti al programma e che provvedono alla distribuzione diretta dei viveri, costituire per ogni beneficiario un fascicolo, nel rispetto di quanto previsto dalla disciplina in materia di tutela della privacy.