Servizio di prima accoglienza e dormitorio

L’accoglienza, ancor prima che un servizio, costituisce uno stile di prossimità evangelica. Per tante ragioni, anche improvvise, ci si può trovare nella condizione di dover chiedere ospitalità; una prima e pronta accoglienza in grado di fornire ristoro, sicurezza e protezione, una parola di conforto e incoraggiamento per proseguire il cammino. Attraverso l’accoglienza temporanea è possibile progettare un percorso e prefigurare una direzione di marcia, anche grazie alla generosità di volontari e operatori che quotidianamente si dedicano a ciò attraverso la “Casa di prima accoglienza e il Dormitorio Santo Stefano” (ad Iglesias) e la “Casa di prima accoglienza San Ponziano” a Carbonia.


La Casa e il Dormitorio “Santo Stefano” ad Iglesias

I due servizi si trovano in via Tangheroni, al numero 3, ai piedi del colle del Buon Cammino, di fronte alle mura storiche della città; un luogo non disturbato dal traffico e tuttavia distante poche centinaia di metri dal centro storico. La proprietà, formalmente del Seminario, è da allora utilizzata dalla Chiesa locale per opere dedicate interamente alla carità e alla formazione. Accanto all’edificio destinato propriamente alla Casa di accoglienza si trova anche il Dormitorio e un ampio tratto di terreno. Nella parte che risale la collina sono piantati degli ulivi secolari, che in annate buone hanno anche prodotto decine di litri di olio; la parte più prossima alla strada è invece coltivabile ad orto. Questa ubicazione e ampiezza consentono oggi delle attività diversificate.

Come si giunge all’ospitalità

Talvolta si presentano delle persone senza nessun preavviso. Tuttavia, la via ordinaria per chiedere l’ospitalità dovrebbe passare attraverso le parrocchie o i Centri di ascolto presenti nelle diverse zone della Diocesi. Altro discorso è quello civile, quando a chiedere sono le Amministrazioni comunali. La richiesta da parte delle parrocchie valorizza il loro ruolo e responsabilizza le comunità di provenienza. Così come dal territorio provengono le richieste di ospitalità, così è bene diffondere tra le persone la conoscenza della Casa, come anche promuovere la disponibilità delle persone per diventare volontari.

L’ospitalità alla Casa:

persone affidate: accoglienza e accompagnamento di persone che, per diversi motivi e da diverse provenienze, vi si possono ritrovare per un periodo, più o meno prolungato, di sostegno in vista del miglioramento della propria persona. Negli anni sono ormai decine le persone che in forma di “affido” o di “messa in prova” o di fase intermedia dopo un periodo trascorso in comunità di recupero, hanno tratto giovamento da tale opportunità. A chiederne l’inserimento sono i Comuni, l’Amministrazione giudiziaria, le Comunità stesse. Anche questa è una forma di accoglienza: non sono pochi, infatti, coloro che si rendono disponibili a continuare il volontariato anche dopo il periodo convenuto;

incontri formativi e di spiritualità: pur non essendo possibile l’accoglienza residenziale di più giorni per numeri alti di presenze (la Casa può offrire ospitalità per una decina di persone), la struttura e il terreno circostante possono essere luogo favorevole per incontri di gruppi a carattere formativo. Oltre alla cappella interna, vi sono alcuni ambienti coperti all’esterno e all’aperto, con tavoli per gruppi di lavoro. Negli anni, ad esempio, diverse sono state le parrocchie e i gruppi che ne hanno usufruito per persone adulte e per ragazzi. Si segnala questa possibilità alle parrocchie, invitandole a prendere in considerazione questa opportunità. Insieme alla formazione teorica, in questo luogo si può constatare di persona il valore dell’accoglienza;

i giovani: fin dagli inizi, decine di giovani sono passati nella Casa trovando occasione di crescita per il loro cammino di vita. Quelli che ne hanno tratto maggiori opportunità sono stati coloro che vi hanno trascorso periodi significativi; ci riferiamo in particolare agli obiettori di coscienza, quando il servizio militare era obbligatorio per i ragazzi, e successivamente ai giovani e alle ragazze in Servizio civile volontario. Tra gli ambiti per quest’ultimo, la Caritas ha sempre privilegiato il servizio alle persone. Ebbene, qui hanno potuto incontrare tanta umanità, tante persone nelle più diversificate forme di bisogno. È difficile che, dopo un anno trascorso nella Casa, dopo tanti incontri, i giovani non abbiano ricevuto una qualche impronta che li ha segnati.

L’ospitalità al Dormitorio:

La Caritas di Iglesias, impegnata da moltissimi anni nel settore dell’accoglienza e della cura verso i soggetti più deboli, in convenzione con il Comune d’Iglesias dal 1° dicembre 2008 al 30 giugno 2009 portò avanti un intervento a bassa soglia rivolto ai senza tetto e ai senza dimora del territorio, garantendo a questi un riparo notturno e una prima colazione. La Caritas diocesana mise a disposizione una casa con dieci posti letto, soggiorno, cucina, lavanderia e doppi servizi, con ambienti separati per uomini e donne.

Nel corso degli anni si sono resi necessari dei lavori di ristrutturazione e ampliamento dei locali, che hanno accresciuto la disponibilità dei posti letto e un ampliamento del personale, con l’introduzione di un educatore professionale che coordina l’équipe, proprio perché si è ritenuto necessario apportare un costante monitoraggio professionale e di qualità; inoltre dal 3 maggio 2014 si è cominciato a offrire agli ospiti del dormitorio il pasto caldo serale. Accanto al servizio degli operatori sociali in organico per la gestione dell’attività, la Caritas si avvale anche della collaborazione di due operatori volontari per l’accompagnamento di alcuni ospiti che la mattina svolgono delle attività lavorative quali orto e manutenzione della casa.

L’obiettivo di un servizio a bassa soglia come il Dormitorio è quello di arrivare al cosiddetto “sommerso”, ovvero di avvicinare quei soggetti non conosciuti dai servizi. Il lavoro nella bassa soglia significa un cambiamento nel modo di lavorare tanto a livello organizzativo quanto a livello psicologico. Il Dormitorio offre una risposta primaria al problema dell’accoglienza abitativa: difficoltà che favorisce i processi d’emarginazione, isolamento e solitudine, soprattutto nelle persone appartenenti alle fasce più deboli (i senza dimora, gli alcoolisti, i tossicodipendenti, i malati psichiatrici, gli stranieri in difficoltà e gli ex detenuti). Si pone, inoltre, la finalità di aiutare le persone nel cammino di cambiamento dei propri comportamenti, soprattutto quelli a rischio sociale e sanitario, al reinserimento lavorativo e al ricongiungimento familiare. Tutto questo secondo lo stile dell’accoglienza e dell’ascolto, tipico della Caritas.

Il Dormitorio è aperto tutto l’anno e dispone di 14 posti letto. Agli ospiti sono forniti materiali di prima necessità quali: doccia schiuma, shampoo, schiuma da barba, detersivi, asciugamani, cambi lenzuola e farmaci di prima necessità. Vengono ospitati uomini e donne, italiani e stranieri, in situazione di disagio abitativo e in stato d’emarginazione sociale. Si può accedere alla struttura su richiesta dei Centri di ascolto Caritas presenti in Diocesi e su proposta dei Servizi Sociali dei Comuni. Gli operatori di turno valutano e accettano (soprattutto nelle giornate invernali) anche richieste d’ospitalità da parte di persone che dovessero giungere spontaneamente al servizio. Il loro compito, in ogni caso, è quello di inviare la persona al Centro di ascolto per formalizzare l’ingresso.

Casa di prima accoglienza e Dormitorio “Santo Stefano”
Via Tangheroni, 3
09016 – Iglesias (SU)
Tel. +39 0781 30885
E-mail: segreteria@caritasiglesias.it


La Casa di prima accoglienza “San Ponziano” a Carbonia

Alle spalle della Chiesa parrocchiale di San Ponziano, nel centro di Carbonia, la Casa di prima accoglienza è costituita da un appartamento che si trova all’interno di un palazzo in viale Arsia al numero 56. In passato, e per alcuni anni, la struttura è servita a garantire la vita comunitaria delle ragazze in Servizio civile volontario. Nel 2011, in occasione della prima emergenza Nord Africa, anche la Diocesi di Iglesias – attraverso la Caritas diocesana – decise si favorire l’ospitalità di alcuni profughi. Fu così possibile, soprattutto nella prima fase, accogliere nove profughi provenienti dalla Somalia proprio nella struttura di viale Arsia. Negli anni seguenti la struttura ha svolto un servizio prezioso di accoglienza per famiglie e persone bisognose di una prima ospitalità, garantendo un presidio importante di prossimità concreta.

Casa di prima accoglienza “San Ponziano”
Viale Arsia, 56
09013 – Carbonia (SU)
E-mail: segreteria@caritasiglesias.it